1.7.16

C'era una volta il Malaka.

Un dribbling fulminante, un bel piede negli ultimi venti metri e l’impressionante somiglianza con Dave Grohl, il front-man dei Foo Fighters. Questi i tratti essenziali di Jorge Andrés Martinez, da oggi disoccupato dopo sei anni a libro paga Juve. Lo chiamano El Malaka: in greco rimanda alla pazzia, ai folli. E Martinez, per un certo periodo, ha dimostrato tanta follia.

Martinez e la Juve, un investimento da 12 milioni di euro nell'estate 2010.

Sembrano lontani i tempi di Catania, nei quali l’uruguayano dominava sotto l'Etna. Sei anni dopo, sembrerebbe sufficiente rivederlo in campo. Cosa che in effetti è accaduta a giugno 2014: dopo tanto travaglio, Martinez è tornato in campo con il Novara. E non in una partita qualsiasi: il ritorno dei play-out al Franco Ossola, dove il club piemontese sfida il Varese. 
Eppure non c’è stato modo di incidere. Impossibile farlo dopo tanti mesi fermo. E così il Novara all'epoca salutò la Serie B, mentre El Malaka ha lasciato il Silvio Piola. Di lui si ricorderanno giusto le parole di impegno all'inizio dell'avventura e la promessa di salvare il Novara a costo di farsi male. Al Silvio Piola, però, non sarà ricordata alcuna magia dell’uruguayano. 
Già, una magia. Da tempo immemore non si ricorda un lampo di Jorge Martinez. È passato così tanto tempo che il video meno datato su di lui su YouTube è di sei anni fa, quando Martinez ancora militava con il Catania. I tifosi juventini non hanno mai sottolineato abbastanza quanto l’acquisto dell'ala rappresenti una delle topiche più grandi della gestione Marotta.
Cresciuto nel Montevideo Wanderers e poi passato al Nacional, Martinez arriva in Italia nel 2007: il suo acquisto da parte del Catania è accolto nel silenzio generale, anche perché i sudamericani ce ne sono parecchi sotto l'Etna. Nonostante questo, la sua prima stagione fa sgranare gli occhi a molti: otto reti all’esordio in A. Tra le vittime, Juve e Milan a domicilio. 
Martinez non verrà mai dimenticato a Catania per un gol in particolare. Catania-Roma è l'ultima di campionato, con gli etnei che cercano il pareggio per salvarsi (sono davanti all’Empoli negli scontri diretti). La Roma, in vantaggio, per quasi un’ora è stata campione d’Italia. Poi i due gol di Ibrahimovic al Tardini cambiano tutto. 
A quel punto, Martinez raccoglie una respinta della difesa romanista in area e uccella un disattento Doni: l'uruguayano ha segnato quello che ancora molti oggi a Catania descrivono come il gol più importante della storia del club.
Gli altri due anni a Catania sono accompagnati da altrettante salvezze, ma soprattutto El Malaka continua a stupire. Che ci sia in panchina Mihajlovic o Zenga in panchina, poco importa: lui segna, corre, dribbla tutti. La cosa incredibile è che Martinez ha segnato una buona percentuale delle sue reti in A tramite colpi di testa. 
Tanto con i piedi se la cava comunque bene (chiedere all’Inter campione d’Europa). Il suo score finale sotto l’Etna è di 23 reti in 94 gare: molti sperano di non vederlo partire, ma alla fine Martinez saluta tutti. L’ala dovrebbe andare al Mondiale, ma si fa male e salta il torneo. Alla fine, Martinez si trasferisce a Torino, sponda bianconera.

Sembra passata una vita, vero?

La Juventus si rinnova, con gli arrivi di Marotta alla scrivania e Delneri in panchina. Il tecnico di Aquileia ha appena portato la Samp ai preliminari di Champions League con il suo 4-4-2 e vuole ali che facciano sognare (più lui che i tifosi): ottiene Milos Krasic, Simone Pepe e lo stesso uruguayano. La gara spartiacque per Martinez è quella del 30 ottobre 2010.
La Juve gioca a San Siro contro il Milan. La squadra di Del Neri – sin lì deludente – sforna una prestazione maiuscola. Martinez è tra i migliori in campo per 50', ma un infortunio lo tiene lontano dal campo per quattro mesi. Da lì, tra problemi alle ginocchia e prestazioni mediocri, scorre senza altri sussulti la prima stagione bianconera di Martinez. Che sarà anche l’ultima.
Antonio Conte, nuovo allenatore della Juve, non l'ha mai considerato: così parte la girandola dei prestiti. Il primo è a Cesena: gli emiliani si sono salvati e potrebbero usare l'esperienza di Martinez. Appena 14 le presenze in Romagna, ma soprattutto Martinez sparirà dal campo per due anni e mezzo. L’ultima gara giocata è un Cesena-Siena 0-2 dell’11 marzo 2012.
Da lì, l'uruguayano non tornerà più in campo. Né con la maglia dei bianconeri, né con quella del Cluj, la squadra in cui è in prestito per la stagione 2012-13. In Romania non gioca nemmeno una gara ufficiale con il club. E poi Novara, dove è andato in campo per 28’ contro il Varese nella gara di ritorno dei play-out. Un game over abbastanza palese.
Il suo contratto con la Juve originariamente scadeva nel giugno 2015, ma la Juve ha voluto spalmarlo per risparmiare qualcosa. Alla fine, per Martinez, è rimasta la speranza di riprendersi con la maglia dello Juventud. Non è uno scherzo o uno sbaglio di consonante finale (anche se Google nel cercare mi ha corretto automaticamente la dicitura).
Il Club Juventud de Las Piedras è stata l'ultima fermata: due anni allo stadio Parque Artigas, dove però Martinez ha giocato poco. L'ultima presenza il 14 maggio 2016, un minuto sul campo del CA Fénix. Auguri al buon Jorge: a 33 anni, avrebbe tanta voglia di fare di nuovo la Malaka dance. Ma ci vorrà tanta, tanta fortuna.

Jorge Martinez, 33 anni, ricomincia da svincolato. Ok, ma da dove?

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