10.3.16

Maturità.

Qualcuno potrebbe definirlo d'impatto un goleador nato. Tardi, ma goleador dentro. Perché Lee Dong-gook ce ne ha messo di tempo per esplodere nel calcio sud-coreano. Tuttavia oggi è una leggenda. E continuerà a esserlo, visto che la sua voglia di segnare e stupire gli appassionati del calcio asiatico è ancora presente in lui.

Lee Dong-gook ha giocato per la Corea del Sud per 16 anni.

Ne è passato di tempo dagli inizi a Pohang, dove Lee Dong-gook è cresciuto con la maglia degli Steelers, esordendo nel 1998 sotto la guida di Park Sung-hwa. All'epoca la K-League - nonostante i suoi 15 anni di vita - era un campionato diverso. Lo sapeva anche l'attaccante sud-coreano, che decide di cogliere l'improvvisa occasione arrivata dall'Europa.
Lo vogliono a Brema, dove il Werder lo terrà in prestito per un anno. La squadra va bene (settima in Bundesliga), ma Schaaf non lo vede troppo. Lee gioca appena sette partite nel campionato tedesco, poi torna in K-League, di nuovo a Pohang. L'impressione, però, è che sia destinato a non consacrarsi come attaccante prolifico.
Non è un caso che nelle sei stagioni successive trascorse nel campionato locale Lee Dong-gook vada in doppia cifra solo una volta, nel 2003: 11 reti in 27 partite con la maglia del Gwangju Sangmu FC, con cui l'attaccante ha intervallato due parentesi con gli Steelers. Eppure l'Europa torna a bussare alla sua porta, stavolta nell'estate 2006 dall'Inghilterra.
Il Middlesbrough dà a Lee una seconda chance europea, stavolta in Premier League. Il Boro è arrivato l'anno prima in finale di Coppa Uefa e vuole rinforzare il reparto avanzato. L'allenatore è Gareth Southgate, ma i risultati non saranno granché: 29 partite totali e due gol, realizzati nelle coppe. In Premier, il sud-coreano non andrà mai a segno.
Tornato in patria, stavolta sembra finita. A trent'anni, chi mai vorrà credere in un giocatore andato in doppia cifra UNA SOLA VOLTA nella sua intera carriera? Ci prova il Jeonbuk Hyundai Motors, che accoglie Lee dopo che il giocatore ha finito la stagione 2008 con la maglia del Seongnam FC. Nessuno sa che sarà la mossa che cambierà la storia del club.
La squadra della Hyundai aveva in bacheca tre coppe nazionali e addirittura una Champions League asiatica (vinta nel 2006), ma non aveva mai vinto la K-League sotto la guida di Choi Kang-hee. Nel 2009, alla prima stagione con i Noksekjunsa, Lee Dong-gook segna 26 gol in tutte le competizioni: la somma è maggiore delle reti realizzati nei cinque anni precedenti.
Così arriva il primo titolo nazionale, la consacrazione definitiva e la consapevolezza di aver trovato il giusto posto per esprimersi. I premi individuali sono tutti suoi: miglior giocatore dell'anno, capo-cannoniere e miglior atleta della K-League secondo i fan (un riconoscimento ottenuto ben quattro volte, un record assoluto).
Lee Dong-gook ha poi vinto altre tre campionati (l'ultimo nel 2015), assicurandosi a ogni alloro il premio di MVP. Ha sfiorato un'altra Champions League, perdendo solo in finale contro i qatarioti dell'Al-Sadd, ma ottenendo i riconoscimenti di capo-cannoniere e MVP della manifestazione. A gennaio 2012, è anche diventato il top-scorer nella storia della K-League.

Non è che il 2015 sia stato malvagio, eh...

A 37 anni ormai compiuti, ci si può chiedere cosa sia rimasto da conquistare a uno così. Un signore che nelle prime due gare della Champions League asiatica 2016 ha già timbrato per due volte, che alla sua età fa ancora questi gol. Un punto di riferimento per la Corea del Sud calcistica. Beh, qualche rimpianto c'è: per esempio in nazionale.
Lee Dong-gook ha militato per 16 anni in nazionale, con diversi allenatori e in ere calcistiche differenti. Dopo esser stato il rookie dell'anno nella K-League 1998, l'attaccante va al Mondiale 1998 con la sua nazionale. LDG viene convocato anche per la Coppa d'Asia di due anni più tardi, dove diventa persino capo-cannoniere con sei reti.
Eppure la sua storia con la nazionale sta per cambiare: nel Mondiale di casa del 2002, Guus Hiddink non lo chiama, perché necessita di giocatori iper-energetici per il suo modulo. I tifosi chiamano Lee "lazy genius" (il genio pigro), perché non sembra sfruttare al massimo il suo potenziale. L'attaccante ha poi ammesso di non aver visto una singola gara di quel Mondiale: troppa l'amarezza.
Anche quando i ct lo vedevano di buon occhio - vedi Dick Advocaat per il Mondiale 2006 - è la sfortuna a mettersi di traverso: un infortunio costringe Lee a saltare l'appuntamento tedesco. Le cose non vanno meglio un anno più tardi, quando viene rivelato come Lee sarà escluso per un anno dalla nazionale dopo esser stato pizzicato a bere con tre compagni (tra cui il capitano Lee Woon-jae) durante la Coppa d'Asia 2007.
Nonostante le prestazioni con il Jeonbuk, Lee ha giocato un solo Mondiale, quello del 2010. Nel 2014 sarebbe stato arruolabile, ma il ct Hong Myung-Bo l'ha bellamente ignorato e la Corea del Sud ha fatto una figura barbina in Brasile. Tornato al gol nella prima partita post-Mondiale con la nazionale, probabilmente la sua storia è finita con un gol al Venezuela.
Già, perché la maturità Lee non l'ha raggiunta solo in campo, ma anche fuori. Il bomber della Hyundai è padre di cinque figli ed è stato protagonista in una puntata di "The return of Superman", un famoso show sud-coreano che vede i padri alle prese con i propri figli senza la madre. L'episodio con Lee è stato un successo, tanto da esser premiato ai KBS Entertainment Awards.
Cosa può riservare il futuro per un signore del genere? Intanto l'immortalità nel calcio sud-coreano è già assicurato. Magari anche un futuro da entertainer in tivù, ma per ora Lee pensa soprattutto a segnare. Non è un caso che abbia firmato un nuovo contratto con il Jeonbuk fino al dicembre 2017: quando arrivi alla maturità, pensi prima alle cose importanti.

Lee Dong-gook, 37 anni, ancora a segno con la forza di un ragazzino.

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