28.9.15

Il tempo passa.

Arsène Wenger ha la reputazione di chi talenti li scopre, li rigenera. Una circostanza che però non sempre capita. In questo momento, a tal proposito, alle mente viene il nome di Joel Campbell: con un contratto in scadenza la prossima estate, il bilancio dei cinque anni del costaricano all'Emirates rischia di esser fortemente fallimentare. Sopratutto (ma non solo) per colpe sue.

Appena dieci le presenze totali di Campbell con l'Arsenal.

Il suo momento sarebbe dovuto arrivare da tempo. A voler esser buoni, almeno da un anno. Campbell ha firmato un contratto con l'Arsenal nell'estate 2011, dopo un'ottima Copa America. A quel torneo, il Costa Rica si era presentato con molti giovani. L'allora ct Ricardo La Volpe: «Quali Messi e Neymar? Ho scoperto questo ragazzo palleggiare con delle lattine».
Una rete contro la Bolivia e tante giocate interessanti di questo ragazzino, che all'epoca era uno dei talenti del Saprissa, in prestito al Puntarenas. Da professionista, non aveva ancora segnato un gol. Ciò nonostante, Wenger scorge qualcosa in quel ragazzo dal baricentro basso e dal talento ancora grezzo. Forse ha solo bisogno d'esser svezzato.
E allora via con i prestiti. Campbell non è quasi mai rimasto con i Gunners, ma ha cominciato a viaggiare in Europa. Francia, Spagna, Grecia, breve intermezzo con l'Arsenal e poi di nuovo Spagna. Le squadre che l'hanno accolto si sarebbero aspettate un mezzo fenomeno e invece - tranne forse in Grecia - Campbell ha per lo più deluso.
Male con il Lorient in Ligue 1, anche peggio con Real Betis e Villareal in Liga. In due anni e mezzo tra Francia e Spagna, l'attaccante ha messo insieme appena sette gol. Ben altro discorso con l'Olympiacos di Míchel: 11 reti, un titolo nazionale e l'impressione di esser pronto a sbocciare. Non è un caso se a quel 2013-14 sono seguiti altri due eventi.
Primo: il Mondiale brasiliano. Dell'impresa del Costa Rica di Pinto si è scritto in lungo e in largo, meno forse di Campbell. Se il sistema difensivo ha preso tutti gli elogi dovuti, non è accaduto lo stesso per Campbell. Nonostante un bel Mondiale e il gol all'Uruguay, l'attaccante classe '92 è stato forse l'unico a non beneficiare di un avanzamento di carriera.
O meglio, c'era quasi. Già, perché il secondo evento rilevante dopo l'anno in Grecia è il ritorno all'Arsenal. Stavolta Wenger vuole dargli una chance: nei primi sei mesi dell'annata, l'attaccante gioca 10 partite in tutte e cinque le competizioni disputate dai Gunners. Eppure non si vede. E così ci vuole un attimo perché il tecnico lo spedisca nuovamente in prestito.
Non è un caso se anche in nazionale Campbell fosse molto atteso per la Gold Cup della scorsa estate. Invece, il Costa Rica non ha esaltato la platea di curiosi e Campbell non si è visto. Anzi, a San José si affidano ancora ad Álvaro Saborío, 33 anni e uno score in nazionale da 103 presenze e 35 reti. Meglio di un giovine che deve ancora fare il grande salto.

Giusto per dire che non ce lo siamo sognati, ecco.

Quest'estate il Palermo l'avrebbe voluto fortemente per sostituire Dybala. Un'intuizione giusta quella della società rosanero, che ha visto nel 9 del Costa Rica un elemento importante. Eppure, al momento di finalizzare l'accordo, non si è messo di traverso l'Arsenal, bensì lo stesso giocatore: meglio in panchina/tribuna a Londra che titolare in A.
E se i siciliani adesso piangono la mancanza di un'alternativa a Gilardino come centravanti, Campbell non gioca. Come al solito, come sempre sarà all'Arsenal. Ci vorrebbe un'epidemia per farlo scendere in campo. Non tanto perché ci siano molti interpreti nel ruolo di prima punta: sono solo lui e Giroud (Welbeck è infortunato). Eppure, finora lo score del 2015-16 è deludente.
Campbell è riuscito a rimanere nuovamente all'Arsenal, ma gioca poco: giusto un centinaio di minuti in questa stagione. Ben 67' nella vittoriosa trasferta sul campo del Tottenham in League Cup, mentre appena 25' in Champions League contro la Dinamo Zagabria. L'impressione è che sia destinato a un ruolo di rincalzo, nonostante gli infortuni dei suoi compagni.
Non solo il campo, forse Campbell deve correggere anche qualcosa fuori. Famoso l'episodio di un USA-Costa Rica del settembre 2013, dove l'attaccante simulò in maniera palese un contatto inesistente, causando anche il giallo dell'avversario. Il contratto con l'Arsenal scadrà la prossima estate e il costaricano dovrà convincere la società a rinnovarglielo. Il tempo passa, caro Joel: a volte il talento non basta per emergere.

Joel Campbell, 24 anni, è arrivato a un bivio della sua carriera.

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