5.6.15

Un muro di gol.

Forse nessuno ci avrebbe scommesso. Specie a inizio stagione, quando lui non aveva ancora giocato neanche una gara in Premier League. Eppure siamo a inizio giugno e lui ce l'ha fatta. Tra le convocazioni a sorpresa di Roy Hogdson per la nazionale inglese, il nome di Charlie Austin è il più meritevole e al tempo stesso sorprendente (so che James Vardy grida vendetta, ma...).

Austin ha segnato 18 gol nella sua prima annata in EPL.

Eppure non parliamo di uno che non ha mai segnato un gol in vita sua. La stagione appena portata a termine con la maglia del Queen's Park Rangers l'ha definitivamente consacrato alla "veneranda" età di 25 anni. Nonostante la retrocessione e due allenatori diversi (Redknapp e Ramsey), lui ha segnato ben 18 reti al suo esordio in Premier League. In quanto a gol fatti nelle migliori cinque leghe europee, Austin è al 19° posto. Saliamo addirittura in top ten se pensiamo alle reti realizzate di testa. Un ottimo risultato per il centravanti del QPR, specie se si pensa che ha tenuto alle sue spalle gente come Lewandowski, Giroud e Suárez.
Eventi inimmaginabili per il centravanti, perché fino a sei anni fa giocava nei dilettanti. Nel 2008 Austin fa il muratore e nel tempo libera gioca per il Poole Town. I risultati però non tardano ad arrivare: a 21 anni sforna un anno da 64 gol in 57 partite. A quel punto, il Bournemouth di Eddie Howe vorrebbe prenderlo, ma le Cherries soffrono lo stop al mercato. Così è lo Swindon Town ad approfittarne. Anche qui medie-gol straordinarie: 37 reti in 65 gare con i Robins, che non vorrebbero cederlo. Tuttavia, Austin ha voglia di mettersi alla prova in Championship.
Ci sarebbe l'accordo con l'Ipswich Town, ma alla fine il centravanti opta per il Burnley. Qui incontra nuovamente Eddie Howe e si mette in luce per la sua capacità realizzativa. Migliora con il passare del tempo e il suo rendimento non cala mai: segna per otto gare di seguito e ha un inizio d'annata nel 2012-13 che fa spavento (a novembre è già a 20 reti). Tuttavia, la Premier non arriva neanche con il Burnley e così c'è un altro trasferimento nell'estate 2013. È già tutto pronto per un accordo con l'Hull City, ma il centravanti fallisce i test medici. A sorpresa, il QPR si assicura le prestazioni del gigante di Hungerford.
Gli Hoops hanno beneficiato di un attaccante straordinario negli ultimi due anni. Così forte che ha toccato quota 100 tra i professionisti a Loftus Road. Fisico da bisonte, Austin ricorda il classico centravanti inglese degli anni '80, anche se negli ultimi anni si è migliorato tecnicamente. Quest'anno gli è riuscita un'impresa particolare: oltre ad aver segnato a Manchester City, Chelsea e Arsenal (due volte), ha fatto meglio nell'anno in Premier che in quello in Champions con il QPR (18 reti contro 17). Ha fatto così bene che già qualcuno a dicembre aveva ipotizzato una chiamata di Hogdson: in quel mese Austin era stato nominato giocatore del mese in Premier. Poi alla fine il ct inglese ha deciso di convocare veramente Austin, lasciandolo sostanzialmente senza parole.


La chiamata è arrivata il 21 maggio, quando il ct inglese l'ha incluso nella lista dei 24 convocati per le gare contro Irlanda e Slovenia. La seconda per altro sarà una partita ufficiale di qualificazione al prossimo Europeo. Certo, l'occasione ha fatto Hogdson ladro: con l'Europeo U-21 in contemporanea e diversi giocatori indisponibili (Berahino, Kane, Sturridge, Ings), il tecnico della nazionale inglese ha optato per Charlie Austin. Che, tra l'altro, ha segnato più di tutti i sopracitati (tranne Hurrykane).
L'allenatore ha motivato così la chiamata del centravanti: «Abbiamo sempre osservato Charlie, ma fino a questo punto non c'era spazio in squadra. Gli daremo ogni chance possibile». In fondo, negli ultimi l'Inghilterra ha chiamato giocatori che hanno storie simili alla sua (Rickie Lambert) o anche più scarsi (Darren Bent, Frazier Campbell, Jay Bothroyd).
Sul futuro? Dubitiamo che possa essere ancora in Championship. Il suo rendimento nella seconda serie inglese è straordinario: Austin ha segnato 63 reti in 113 partite della seconda divisione inglese. Nelle ultime settimane, però, Southampton e Tottenham si sarebbero fatte avanti per il centravanti. Difficile dire di no a una possibile chance in Europa League. Intanto Austin si è goduto una vacanza in Portogallo con i suoi bambini: se si guarda il suo profilo Twitter, si osserva un padre affettuoso e non la bestia che si è vista a Loftus Road in questo biennio.
Domenica potrebbe arrivare l'esordio con la maglia dei Tre Leoni. Un esordio da auspicare, visto che l'Inghilterra giocherà un'amichevole in casa contro la Lituania: il contesto adatto per testare se e quanto Austin possa servire alla nazionale. Sembrano così lontani i tempi da muratore: «Sveglia alle 5.30, al furgone alle 6 con otto blocchi di mattoni, guidavo fino a Shinfield, a 45 minuti di macchina. Iniziavo alle 7.30 e lavoravo fino alle 16.30 con due pause di mezz'ora. Costruivo case e montavo muri. Per 42 ore e mezza, mi davano 341 sterline alla settimana». Oggi ne guadagna molte di più, ma Austin quei muri non li dimenticherà mai.

Charlie Austin, 25 anni, chiamato per la prima volta dall'Inghilterra.

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