4.3.13

A thousand miles.

Attenzione, signori: domani sera si farà (probabilmente) la storia in quel di Manchester. All'"Old Trafford", si assisterà ad un momento da ricordare, che si potrà raccontare ai nipoti e a coloro che non c'erano. Tra qualche anno, potremmo ripensare a quel martedì 5 marzo 2013, quando un "mago" del calcio faceva 1000. Già, mille, come le presenze da professionista che Ryan Giggs potrebbe toccare in serata. Ci sarà il ritorno degli ottavi di Champions contro il Real Madrid, ma è probabile che i tifosi potrebbero far cadere la loro attenzione su altro, specie se il mancino di Cardiff scenderà in campo..

Giggs con la maglia del Galles, di cui è stato stella indiscussa.

Del resto, Vanessa Carlton cantava qualche anno fa: «'Cause you know I'd walk a thousand miles, if I could just see you tonight..». Era il lontano 2002 e la cantautrice americana non pensava certo a Ryan Giggs, allora 29enne e nel pieno dell'attività agonistica. Tuttavia, il pensiero potrebbe girare tra i tifosi nel vedere il loro beniamino raggiungere l'ambito traguardo. Se poi parliamo di uno degli assi dell'attuale mondo calcistico, l'evento è ancor più rumoroso ed è possibile che il pienone dell'"Old Trafford" sia tutto per lui.
Non è difficile fare una piccola cronistoria del "mago gallese", specie pensando alla ricchezza di momenti che l'hanno popolata. Cresciuto nelle giovanili del Manchester City e con un passato giovanile da rugbista, fu strappato dallo United nel giorno del suo 14esimo compleanno, quando lo stesso Sir Alex Ferguson - da un anno allenatore dei "red devils" - si presentò a casa sua. Fu uno dei primi pezzi dello splendido puzzle messo insieme da Sir Alex, che portò il Manchester United ai fasti conosciuti negli anni '60. Giggs, infatti, fa parte dei "Fergie's Feldglings", quei ragazzi che Ferguson e gli osservatori scoprirono per rilanciare lo United: tra loro, anche Beckham, Butt, i fratelli Neville e Scholes, per fare qualche nome. Dopo l'esordio nel 1991 con la maglia del Manchester, l'ascesa fu rapida: eletto "miglior giovane" della Premier League nelle due stagioni successive, Giggs ebbe successo anche fuori dal campo, tanto da condurre addirittura un programma televisivo, in modo da diffondere il marchio della Premier anche fuori dai confini britannici.
Se il suo volto era telegenico, i suoi piedi erano magici. Il talento era così tanto da far dire a George Best: "un giorno, si potrà dire che ero un altro Ryan Giggs". Parole pesanti, che però non hanno mai spiazzato il gallese; infatti, il "mago" continuava ad incantare in campo, con gol spesso scelti come i più belli tra quelli di fine anno. Su tutti, la sua serpentina contro l'Arsenal nel replay della semifinale di F.A. Cup del 1999 rimane forse il più bello fra tutti. E mentre Del Piero diceva di piangere quando vedeva giocare Giggs, il gallese continuava la sua scalata, vincendo anche la prima Champions League nella finale di Barcellona del 1999; grazie a questo trionfo, il Manchester centrò il "triplete".
Con il passare degli anni, Giggs ha sempre mantenuto una certa costanza di rendimento, anche grazie alla sua forma invidiabile, frutto dei tanti allenamenti e dello yoga, che lo ha tenuto sano e pronto per ogni battaglia. Oltretutto, nella sua maturazione, Ferguson è stato bravissimo: vedendo i tanti nuovi arrivi all'"Old Trafford" (Cristiano Ronaldo, Nani, Anderson ed altri), il tecnico scozzese ha spostato il gallese a centrocampo, in mezzo, a costruire gioco con la sua immensa classe. In tal modo, avrebbe dovuto correre di meno e - al tempo stesso - poteva partecipare alla manovra in maniera più efficace. In effetti, la mossa funziona: nel 2009, Giggs vince il premio di "miglior giocatore" in Premier, più quello di "personalità dell'anno" per la BBC. Nel frattempo, egli continua a stupire come se avesse dieci anni di meno, firmando rinnovi di un anno, per non essere un peso per lo United.

Giggs e Ferguson nel 1992: sembra passata un'era geologica.

Molto scalpore ha fatto il rammarico che Giggs non abbia potuto giocare per l'Inghilterra: nonostante i tanti vissuti lì, l'ala ha sempre manifestato la volontà di giocare per il Galles. Nonostante la sua longevità e l'esordio in tenera età (16 anni), Giggs ha smesso di giocare per i "dragoni" nel 2007, dopo 16 anni di attività. Peccato, perché egli chiuse con 64 presenze e 12 gol, dopo aver giocato anche con Ian Rush nei suoi primi anni in nazionale; oltretutto, per gli appassionati, rimane il dispiacere per non aver mai visto il "mago" in un Europeo o in un Mondiale. Non sarebbe stato male vedere l'ala in una competizione del genere, vista la sua grande esperienza. Una piccola rivincita è arrivata con la chiamata per le Olimpiadi, da giocare con la maglia della Gran Bretagna: l'eliminazione ai quarti è stata scottante, ma almeno Giggs ha potuto assaporare il calcio internazionale con una nazionale, seppur allargata.
Adesso, il tempo dei record è arrivato: è il primo di sempre per presenze con lo United in tutte le competizioni, così come è ottavo nella classifica di gol segnati per il club di Manchester. E non è detto che non migliori tali risultati, visto che il gallese ha addirittura prolungato il suo contratto, che scadeva nel giugno di quest'anno; invece, di accordo con Sir Alex, Giggs ha rimandato l'appuntamento con la panchina, visto che ha allungato l'accordo fino all'estate del 2014, quando avrà ormai quarant'anni e mezzo. Più leggenda di così, si muore. Dopo 21 anni e 33 trofei vinti con i "red devils" (quasi 34, visto come sta andando la Premier di quest'anno..), i record non si contano più sulle dita di una mano. E' l'unico ad aver giocato almeno una partita a stagione nella storia della Premier, nonché ad aver segnato in almeno una di esse; è il giocatore che ha segnato in più stagioni di Champions (16), oltre che il più vecchio ad aver realizzato almeno una rete; infine, va a segno da 23 stagioni consecutive.
Perciò, sarà facile dire che mille è il numero di Ryan Giggs: come le sue folate sulla fascia, i suoi passaggi smarcanti, ma sopratutto le sue presenze. Indimenticabili, indelebili, ma sopratutto insuperabili. Finché non arriverà qualcun'altro e dirà di non essere come lui.

Ryan Giggs, 39 anni: 1000 presenze e rinnovo con il Man Utd fino al 2014.

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