12.12.12

86 sfumature di blaugrana.

Minuto 25 di Betis-Barcellona: Messi favorisce l'inserimento di Iniesta nell'area avversaria, scarico dietro per l'argentino ed il "diez" blaugrana infila il 2-0. Da quel momento in poi, la partita in sé non ha contato molto se non per Vilanova, contento della 14esima vittoria su 15 nella Liga 2012/2013. Argomento d'attualità, da quel momento in poi, è il gol numero 86 dell'asso argentino; grazie a quella marcatura, Messi supera così il record di realizzazioni in un anno solare, battendo le 85 reti segnate da Gerd Müller nel 1972.
Statistiche pure a parte, può questo dato insegnarci che siamo di fronte al miglior giocatore al mondo o ci toccherà aspettare ancora per innalzarlo al titolo di "asso inarrivabile della storia del calcio"?

Gerd Müller, 67 anni, ex-detentore del record di gol in un anno solare: 85 nel 1972.

Lionel Messi, 25enne di Rosario, è un ragazzo semplice. Così semplice che, appena dopo la gara, ha subito pensato alla vittoria di squadra piuttosto che al record abbattuto. Insomma, un uomo di squadra, che non si prende i propri meriti neanche quando ne avrebbe tutto il diritto. E tutto ciò nonostante personaggi come Eto'o e lo stesso Gerd Müller lo applaudissero per l'impresa appena compiuta. Un grande, sotto tutti gli aspetti. C'è chi subito ha puntato un dito su un particolare: il tedesco arrivò a tale record giocando meno partite. Se da una parte gli va riconosciuto questo, dall'altra si può anche affermare come Messi si sia dimostrato un mostro non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sul profilo atletico: l'argentino, infatti, ha giocato tutti i match ufficiali disputati dal Barcellona nel 2012. Inoltre, per ritrovare l'ultimo infortunio serio per Messi, bisogna tornare al settembre di due anni fa, quando rimase fuori per 10 giorni. Insomma, un fenomeno di salute oltre che di classe. Aggiungo un ultimo dato: non è detto che l'argentino si fermi qui, dato che ha a disposizione ancora tre partite. Realisticamente viene da escludere la gara di stasera di Copa del Rey contro il Cordoba (probabilmente lascerà spazio ai giovani), ma ci sono ancora due match di Liga: la trasferta sul campo del Valladolid e la partita in casa contro l'Atletico Madrid, squadra da sempre vittima dei migliori giorni del numero 10 blaugrana.
Tuttavia, è giusto analizzare la situazione con la corretta obiettività. Molti osservano come Gerd Müller non giocasse nel Barcellona di oggi, una delle squadre più forte di tutti i tempi; lo dimostra come il passaggio da Guardiola a Vilanova non abbia influito, anzi.. i blaugrana hanno vinto 21 delle 25 gare disputate sinora in stagione ed in Liga non hanno ancora perso. E' opportuno, però, non dimenticare come il Bayern Monaco di Müller  negli anni '70, fu la squadra che dominò il calcio europeo insieme all'Ajax di Cruyff. Così come, del resto, i "lancieri" ed i bavaresi fornirono la maggior parte dei giocatori che permisero rispettivamente all'Olanda ed alla Germania di arrivare fino alla finale del Mondiale 1974. In fondo, in quel Bayern c'erano - oltre a Gerd Müller - Beckenbauer, Breitner, Maier, Hoeness, Rumenigge ed altri: tutti elementi che permisero alla nazionale tedesca di vincere due Europei ed il Mondiale casalingo tra il 1972 ed il 1976, più tre Champions consecutive con i bavaresi. Quindi si può trovare una sorta di parallelismo con il fenomeno Barca e gli ultimi successi spagnoli; in fondo, non è anche grazie agli Xavi, agli Iniesta ed ai Piquè che gli iberici hanno conquistato gli ultimi due Europei ed il Mondiale sudafricano?

Lionel Messi, 25 anni, esulta dopo il gol numero 86 nel 2012: è un nuovo record.

Adesso si è scatenato anche il dibattito sull'assegnazione del prossimo Pallone d'Oro. Si sa come Messi, Cristiano Ronaldo ed Iniesta siano candidati alla vittoria finale, dopo essere stati scelti nella lista dei 23 migliori giocatori secondo la FIFA. C'è chi, come José Mourinho, insinua che la gara si già decisa e che l'argentino trionferà per la quarta volta, sebbene per il portoghese il suo Cristiano Ronaldo lo meriti, dopo il trionfo in Liga con il Real Madrid. Premesso che non c'è dubbio sul migliore apporto di CR7 rispetto agli altri anni (lo si è visto anche all'Europeo), viene comunque da chiedersi come possano passare inosservati 86 gol in un anno solare da parte di un unico giocatore. Ci sono squadre che non segnano così tante reti in due stagioni intere.. insomma, l'esito pare segnato. Purtroppo, secondo me, questo deriva da un errato criterio per l'assegnazione di questo riconoscimento: infatti, pur vedendo le vittorie di squadra, bisognerebbe conferire questo trofeo a chi è riuscito ad incidere di più nonostante un contesto difficile in cui vincere. La mente corre subito a Didier Drogba o a Radamel Falcao, gente che forse quest'anno avrebbe meritato almeno un posto nei primi tre. Sopratutto il colombiano, dopo aver vinto l'ennesima Europa League e distrutto il Chelsea da solo in Supercoppa Europea, meritava un pelino di considerazione in più.
Detto del discusso riconoscimento, non resta che chiederci: abbiamo veramente di fronte a noi il giocatore più forte della storia del calcio? Difficile da dire. Forse è anche troppo presto. Messi ha 25 anni, nonostante abbia già conquistato più di quanto riesca a certi calciatori nelle loro intere carriere. Però, un posto nella memoria di generazioni differenti non si conquista in cinque-sei anni di livelli superlativi. In questo caso, aiuta l'esempio di Ronaldo: il brasiliano è stato il giocatore più forte che si sia visto negli ultimi vent'anni, ma lo è stato per quanto? Quasi per lo stesso tempo da cui Messi si sta distinguendo: sette-otto anni a livelli altissimi, sopratutto nel Barca e nel primo anno all'Inter, con gli infortuni a limitare il suo enorme talento. Ronaldo si è poi ripreso e ha contributo alla vittoria del Mondiale del 2002, in cui ha trionfato quasi da solo, nonostante il Brasile di Scolari fosse una squadra interessante. Due palloni d'Oro, due Coppe del Mondo vinte e tanti gol; poi, però, il brasiliano si è cancellato tra chili acquisiti, tante disavventure e un ruolino di marcia in calare all'alba dei trent'anni. Il ritorno al Milan ed il conseguente girovagare in Brasile non ci ha più restituito il giocatore di una volta. Ecco: questo è il pericolo maggiore che corre Messi. Essere una straordinaria stella, che però non dura dieci-quindici anni, ma che si fermi qui.
Sappiamo come l'argentino sia ben diverso un fenomeno di tipo diverso rispetto a Ronaldo, ma il pericolo c'è. Quindi, si potrà parlare di Messi come un "re del calcio" tra un po'. Aspettiamo il Mondiale russo del 2018: se per allora, l'argentino - a quel punto 31enne - avrà scalfito altri record e deliziato i nostri occhi con le sue giocate, non ci saranno più dubbi. Per ora è "solo" un mostro dalle 86 sfumature di blaugrana.

Messi qui con il Pallone d'Oro 2011: in arrivo il quarto per lui?

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